Lambrusco superstar a Champagne Experience: quell’Emilia in calice che incanta grazie a croccantezza e territorialità.
Lambrusco. Bollicine emiliane. Conosciute, amate, sbarazzine.
Effervescenze pronte a raccontare territori senza bisogno di grandi titoli ma puntando sulla popolare autenticità e riconoscibilità.
A Champagne Experience anche loro hanno trovato un palco, tra piacevoli sorprese e “nobili” conferme.
Sei denominazioni, sei personalità. Sorbara, Grasparossa di Castelvetro, Salamino di Santa Croce, Modena, Reggiano e Colli di Scandiano e di Canossa. Tutte in scena. Tutte pronte a stupire.
Dal bicchiere arriva l’Emilia: fresca, viva, sapida.
Dalla vigna al calice, fino alla tavola.
Sorbara: delicato, croccante, verticale.
Grasparossa di Castelvetro: potente, succoso, con tannino che gioca con la tavola.
Salamino, Modena, Reggiano e Colli: un ventaglio di sorprese in cui corpo e croccantezza giocano in perfetta sintonia.
Secco o amabile, rosato o rosso frizzante, Metodo Classico o Martinotti: il Lambrusco sa sempre come farsi ricordare.

La degustazione “Lambrusco Doc: l’energia spumeggiante della leggerezza” è stata un viaggio tra sei interpretazioni di Metodo Classico, tra perlage fini e sorprese sensoriali.
Eccoli:
Si parte con il Rosé del Cristo, Sorbara millesimato 2022 di Cavicchioli: tre anni sulle fecce, sorso vibrante, frutti croccanti, freschezza vegetale. Timido all’inizio, esplode appena respira allungandosi in verticale. Cremoso, sapido ed elegante.
Poi il Grasparossa di Castelvetro Settimocielo di Settecani: di collina, esposizione Nord-est, corpo potente, note floreali di peonia e rosa canina. Frutto succulento, tannino elegante, un Lambrusco che se fosse a Carnevale si vestirebbe da “Pinot Noir rosato”.
Arriviamo al Reggiano Doc Unique di Medici Ermete: freschezza, con nota acidula di melagrana e sottobosco, chiusura amaricante. Croccante, integrato, sorprendente.
Con il Brut Rosso di Francesco Bellei: Sorbara iconico, con una texture balsamica leggera, florealità rossa, ciliegia di Vignola succosa. Tannino delicato, frutto esplosivo.
Arriviamo a Grosso di Paltrinieri: Metodo Champenoise in purezza, 24 mesi, da sabbia e limo, forte marcatura iodata, di mandarino e nespola giapponese. Minerale e magistrale nota balsamica.
Infine lui, Puro 2017 di Francesco Bellei: minimo 60 mesi sulle fecce nobili. Vinificazione in bianco. Architettura del sorso perfetta. Complesso, nobile, elegante. Frutti autunnali, bollicine che non stancano mai. Capolavoro.
Il Lambrusco oggi è tutto questo: sorprendente, croccante, vitale. Un bicchiere che ti fa sorridere, che racconta l’Emilia, autentica, senza mezze misure. A Champagne Experience, le bollicine della via Emilia hanno parlato chiaro: sanno incantare con la loro autenticità.