Il racconto enoico di Cantina Braschi, tra Mercato Saraceno e Bertinoro la cantina di Borgo San Damiano parla autenticamente di terroir.
È proprio come recita il titolo di questo articolo.
La narrazione è intrinsecamente Romagnola.
È un’identità di confine. Ne interpreta le difficoltà, i valori aggiunti, le caratteristiche e le sfide. Due territori differenti, non solo per geologia, ma soprattutto per interpretazione del proprio prodotto simbolo della vigna: il vino.
Il primo, Mercato Saraceno, quello che si erge alla destra e sinistra idrografica del Savio si caratterizza per essere abbracciato dai boschi a cui si aggiunge l’incisività della conformazione del terreno che si struttura su miscele di rocce marnoso-arenacee, sabbie e ghiaie. Ne nascono vini tesi, netti, freschi e molto contemporanei
Il secondo, Bertinoro, dai più conosciuto come i Balcone di Romagna è dominato dalle dolci e non irte colline che si caratterizzano per trame tufaceo-argillose, dove la ricchezza di fossili di un antico mare e quindi il calcare, danno vita al cosiddetto Spungone. Qui la grammatica del sorso è quella iodata, salmastra, elegante e con una finezza non banale.
Recentemente è stata organizzata una interessante sessione di studio e approfondimento in punta di calice, all’interno delle cantine dell’azienda mercatese, dedicata al tema “L’Appennino, da Bertinoro a Mercato Saraceno. Un viaggio con il Sangiovese: ospiti, Famoso e Albana”.
Durante questo ascolto liquido si è testato il racconto enoico e identitario delle due sottozone.
Monte Sasso Romagna Doc Famoso 2023
Dimenticatevi la pressione di zagara (fiore d’arancio) tradizionale timbrica varietale delle uve Famoso. O meglio, mettetela solamente in filigrana. Da personalizzazione boteriana, questa stilistica fragranza varietale, ne diventa silhouette elegante e fine. Seta slanciata dal vento d’Appennino. Poi grande sapidità, una entrata verticale e netta in cui l’agrume verde si sposa con una vibrante vegetalità. Un vino inaspettato nella sua elegante finezza snella e gastronomica.
Monte Sasso Romagna Doc Famoso 2018
La maturità si fa raffinatezza, stile e portamento. Punta su solleticanti note minerali, con una tensione sapida, tendente al salmastro, ancora vibrante. Una maturità in cui il frutto e la florealità da bianco virano sul giallo. Evoluto ma tutt’altro che stanco. Interessante la complessità di una terziarizzazione tropicale.
Monte Sasso Romagna DOC Sangiovese 2019
È un Sangiovese giovane e gioviale. Da tavola imbandita. Da risate tra amici. Un vino conviviale che parla la lingua di un frutto rosso croccante e da mordere. Molto fine la nota di bacche di rosa canina che assieme a quel piacevolissimo stuzzicar di tabacco fresco ne denotano longevità e tenuta. Già molto integrato il tannino.
Monte Sasso Romagna DOC Sangiovese 2016
Gran classe. Finezza, sapidità, sferzata aromatica officinale, su tutto l’alloro e l’elicriso, ne denotano un vestito fortemente appenninico. Ancora fresco e croccante il frutto del sottobosco con un tannino integrato e carezzevole. Qui l’eco della triade toscana del Sangiovese per eccellenza (ematico, tabacco, balsamico) si fa sorso. Veramente un signor vino.
Romagna Dog Albana Campo Mamante 2024
Un’interpretazione che si spoglia delle sovrastrutture piene e ridondanti della tradizione per farsi interpretazione contemporanea di un’Albana beverina, gastronomica, snella. Bella la tensione floreal-fruttata, sul giallo non troppo maturo, ancora rinfrescata dalla sferzata agrumata. Equilibrata la sapidità e l’acidità che ne fanno, se servita alla giusta temperatura, un ottimo compagno di merende sotto l’ombrellone.
Romagna Dog Albana Campo Mamante 2021
Qui si impone l’evoluzione. Non stanca. Non pesante. Un sorso che richiama il tropicale e l’agrume citrino. La spinta fresca e sapida accellera su stoccate di pepe bianco e officinalità spontanea (origano e timo). Un vino che a discapito degli anni si farà sicuramente apprezzare in accompagnamento con una tagliatella (rigorosamente tirata a mano) al ragù, bianco, di cortile.
Il Costone Romagna DOC Sangiovese 2022
Sua maestà il sottobosco alpino. Rosso, maturo con tensione balsamica speziata (sandalo fresco e mentuccia selvatica). Un vino che sprigiona sapidità grazie anche a una spruzzata solleticante di tabacco fresco. Perfetto il tannino per un sorso che si chiude su note ematiche e fruttate molto gastronomiche.
Il Costone Romagna DOC Sangiovese Riserva 2021
Anche qui domina il balsamico, il minerale (ferroso, ematico quasi di selce). Un prodotto maturo ma che è rinfrescato da un’intelligente e sapiente dosatura dei tempi di riposo in botte grande che donano variazioni sul chinato e sulla buccia di arancia rossa. Un grande interprete di terroir e di rispetto tecnico delle origini varietali e territoriali.