C’è una memoria che è contemporaneità del lessico enoico dell’Erbaluce. Parliamo di Cieck, cantina del Canavese che oggi, come ieri, racconta come il ghiaccio «che fu» possa far nascere vini «che saranno».
Compresa tra Torino e Ivrea, in 13 ettari di vigneti, molti dei quali allevati a Erbaluce, prende corpo una storia vitivinicola che si fa attualità.
Siamo in una delle realtà in cui il concetto eroico è quotidianità di vita.

Sotto un quasi unico pergolato vitato, dal 1985, Remo Falconieri, figlio di contadini e progettatore di macchine da scrivere all’Olivetti, torna dalla Francia dove frequenta lezioni spumantistiche. L’idea di trasformare l’azienda vitivinicola in una grande macchina da «pupitres» era il suo chiodo fisso.
Si parte da pochi ettari di vigneto che danno vita a poco più di 2.500 bottiglie di Erbaluce Metodo Classico per poi arrivare oggi a circa 90mila (totali per tutte le tipologie, ndr). Per il principe bianco di questo terroir dedica circa 30mila bottiglie anno.
Oggi la cantina vede ancora l’inossidabile Remo sempre presente, coadiuvato da Domenico Caretto (agronomo con supervisione dei vigneti e della cantina) e Lia Falconieri (volto e corpo dell’amministrazione, commerciale e comunicazione).
L’Erbaluce trova origine nell’antichità da Albalux. Nome che sembra derivi dal colore che assumono gli acini in autunno quando i riflessi rosati e caldi si fanno più intensi nelle parti esposte al sole. L’Erbaluce ha una versatilità disarmante. Che sia bianco fermo, spumante metodo classico e passito, la sua capacità espressiva e identitaria è stupefacente. Può essere macchina da zuccheri mantenendo un tenore acido notevole e prolungato. Prerequisito, questo, per le bollicine e per l’invecchiamento. Polposo, con potenziale alcolico medio basso, non troppi aromi liberi, l’Erbaluce ottiene ottimi risultati con l’appassimento.
Per noi, comunque, è il perfetto “ingrediente” per effervescenze glaciali straordinarie.

San Giorgio Caluso Docg Spumante 2020
Questo 36 mesi, brut è il vino didattico per eccellenza. Un perlage elegante e fine permette di respirarne l’essenza. Questa si fa soprattutto ricordo di mineralità, con tocchi erbacei e vegetali. Il tutto arricchito da richiami di frutta a polpa gialla. Un sorso carezzevole, solleticante e quasi cremoso che ne amplifica ulteriormente i richiami. Bella la nota gentilmente amaricante in chiusura.
Nature Caluso Docg Spumante 2019
Aumentiamo a 48 mesi di dialogo con i suoi lieviti. Il suo respiro è più netto e impattante. C’è il mediterraneo vegetale e agrumato. Un sorso, anch’esso carezzevole, che chiude sull’amaricato e vegetale.
Vigna Misobolo Caluso Docg 2022
Per me un grandissimo bianco di terroir. È cru aziendale da vigna ultra cinquantenne con esposizione a sud. Un respiro spettacolare. Fresco. Glaciale. Filigranato. Il sorso si fa più sottile, con meno struttura di quel che ci si aspetta e con un’esplosione di mediterraneità vegetal-agrumata elegantissima e fine.
T Caluso Docg 2021
Si parla una lingua più “austera”. C’è legno, il tonneaux di secondo passaggio per un anno, a cui si aggiungono due anni in bottiglia. In questo caso lo spessore si amplia, seppur il suo essere longilineo non lo perde, e chiude sull’amaricato e fruttato.
XL Caluso Docg 2018
Che naso signori miei! Imponente e scattante. Glaciale ma complesso. Di frutta, fiori e erbe aromatiche. E il sorso. Magistrale. La silhoutte si veste di un vestito da sera fatto di note da idrocarburo e quasi salmastre. Spettacolo.
Ingenuus Vino bianco 2021
Macerato (7 giorni). Respira di vermut con note aranciate, chinate e stuzzicante sferzata amaricata di rabarbaro. Il sorso è corposo, etilico, con nuance complessi di ceralacca e note di cola. A suo modo tannico. Un vino particolare, non certo quotidiano, di piccola produzione (1.500 bottiglie).
Trecarli Canavese Doc Rosso 2023
Il respiro di questo neretto al 95% punta sul fruttato rosso maturo. Tocco fragrante di fiori e nuance aranciata e terra bagnata. Il sorso è sapido, minerale con un frutto ancora da morsicare e un tannino assolutamente integrato.
Sust Canavese Doc Nebbiolo 2022
Da Picotendro 100% questo Nebbiolo fa un po’ di botte grande e Tonneaux francese con malolattica in acciaio. Il tutto dona un respiro con meno struttura aromatica e più verticalità, in cui frutto e fiore sono al contempo croccante e vivo. Il sorso ha meno “ciccia” ma vira sulla finezza ed eleganza. Il frutto si morde e il fiore è più sulla viola e sulla rosa canina. Bella la rama tannica fitta che lo rendono sicuro buon compagno di tavola.
Alladium Caluso Docg passito 2019
Una delle storiche versioni dell’Erbaluce. Il respiro è vivo, ancora vibrante e scattante, con atmosfere autunnali. Frutto disidratato ma anche agrumato verte sull’albicocca e il fico. Il sorso è sicuramente zuccherino ma mai troppo invadente e stancante. Bella la chiusura su una macedonia di frutta secca non tostata.
Alladium Riserva Caluso Docg Passito Riserva 2007
Che vino! Il suo respiro è più austero, aristocratico rispetto al cugino 2019. Un richiamo quasi esplicito al marsala. Poi arriva una nuance balsamica disarmante. È il frutto disidratato “nobile”, fico su tutti, e caramello a dettar legge. Avvolgente e a suo modo “rinfrescante” la chiusura.