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La Glera delle Rive secondo Andreola, quell’eroicità del fare vino in una Docg patrimonio dell’Umanità, Valdobbiadene

Non chiamatelo Prosecco.

Non lo è e non lo sarà… mai!

La Glera secondo Andreola, infatti, è quell’eroicità del fare vino in una Docg Patrimonio dell’Umanità, Valdobbiadene. Un’azienda vinicola che dal 1984 racconta di un lavoro che dalla vigna arriva in cantina con un’identità chiara e senza compromessi. Una viticoltura che è anche eroica oltre che mirata a far conoscere al mondo una caratterizzazione micro, di vigna, o meglio di Rive.

Viticoltura che al centro mette la dedizione, la passione e la fatica di vignaioli che presidiano un territorio straordinario ma non sempre facile. Basti pensare che a causa di alcune pendenza delle colline la vendemmia richiede anche l’utilizzo di carrucole.

Se non è eroico questo…

La Glera delle Rive secondo Andreola

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A Col San Martino, nel comune di Farra di Soligo, il Valdobbiadene Docg di Andreola parla la lingua delle Rive. Nello specifico l’azienda vinicola Andreola deve tutto a Nazzareno Pola, padre di Stefano Pola, attuale proprietario, che nel 1984 decide di fondare la cantina “Andreola Orsola”. Una storia che da oltre quarant’anni lavora focalizzandosi sulla consapevolezza che per produrre Valdobbiadene Docg sia necessario innanzitutto essere resilienti e rispettosi.

Nasce così l’approccio delle Rive, che per Andreola è qualcosa di inevitabile, necessario, identitario per far comprendere cosa sia veramente la Glera. Rive indica una specifica sottozona della denominazione (in totale ce ne sono 43) ed è usato proprio per esaltare le peculiarità che territorio e microclima confluiscono al vino prodotto in quel particolare frangente di territorio. Andreola non poteva che trarre il meglio da questa caratterizzazione delle sottozone ed oggi, grazie alla produzione di ben sei etichette di cui una da vigneti a conduzione biologica, la cantina vanta il maggior numero di Rive in catalogo nell’ambito del Valdobbiadene Docg.

I vini declinati in Rive


Le etichette della “Rive Line” di Andreola sono: “26° I°” Rive di Col San Martino, “Mas de Fer” Rive di Soligo, “Col del Forno” Rive di Refrontolo, “Vigna Ochera” Rive di Rolle, “XXXIII bio” Rive di San Pietro di Feletto, “Aldaina Al Mas” Rive Di Guia.

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Degustazione

“26° I°” Rive di Col San Martino
Una versione che riassume perfettamente i credit che il terroir di Colle San martino offre alla Glera. Corpo, slancio, sapidità e freschezza il tutto arricchito da una cremosità elegante al sorso. Una interpretazione in cui vince la finezza del sorso in cui la florealità, bianca, si accompagna a note fruttate di pesca rifrescata da quella nuance di mela verde che lo rende croccante e inebriante.

“Mas de Fer” Rive di Soligo
È figlio di marne e calcaree della zona di Soligno, ergo si veste di finezza ed educata. Un vino gentile che si fa apprezzare al sorso per la sua tensione netta e croccante asciuttézza. Ecco così l’esplosione delicata di florealità in bianco sorrette da un complesso richiamo di frutta in macedonia estiva. Ancora torna a rinfrescare quella nota di mela verde con in aggiunta bella sferzata agrumata. Croccantezza e cremosità ne esaltano il bouquet lasciando il palato timbrato da note speziate in filigrana.

“Col del Forno” Rive di Refrontolo
Un sorso versatile e a suo modo complesso. In equilibrio tra verticalità, intensità e struttura, questo prodotto di Col del Forno è un vino fortemente vocato all’accompagnamento a tavola. Grazie a delicati richiami di fiori di biancospino e glicine, si ritrovano poi gli imprescindibili echi di mela, pesca e agrumi, in questo caso leggermente citrini. Un vino il cui sorso è carezzevole, fresco ma con una profondità persistente ed elegante.

“Vigna Ochera” Rive di Rolle
Un vino relativamente alto, nel senso dell’altitudine dalla quale proviene (fino a 450 metri sul livello del mare), che si esprime attraverso la semantica incontrovertibile del Millesimato Dry. Tripudio di fragranza di frutto, cremosità e complessità olfattivo-gustativa. Le bollicine salgono suadenti e trasportano profumi molto più complessi: fiori bianchi e gialli, mela e pesca, a cui si aggiungono particolari rchiami di bucce candite di agrumi e sferzante freschezza di litchi. Il tutto arricchito in un sorso elegante, fiero “carnoso” ma leggiadro e sbarazzino.

“Aldaina Al Mas” Rive Di Guia
Figlio di antichissime slavine questo Valdobbiadene Docg spicca per la sua netta sapidità e una vivace freschezza e acidità. Non manca il copro, che nella sua sensuale silhouette porta in dote i richiami essenziale della Glera. La timbrica più chiara e netta, però, la dà la florealità spinta da un’elegante richiamo di agrumi e mela verde.

Etichetta del fondatore
C’è infine un tributo al padre di Stefano Pola. Un vino rappresenta la quintessenza della ricerca di eccellenza, indipendentemente dalle variabili delle annate. Il Dirupo, uno dei vini più rappresentativi della cantina è stato il punto di partenza per questa selezione esclusiva. L’Etichetta del Fondatore rappresenta la massima espressione di finezza ed eleganza olfattiva che la Glera può dare, unite alla verticalità e sapidità che gli donano i suoli, senza perdere mai però la gradevolezza e la delicatezza di beva.

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