Eh, si… Giorgione torna in Emilia. La sua cucina pop incontra la tradizione vera e la convivialità senza filtri.
Il pop, quando è autentico, non ha bisogno di effetti speciali.
In cucina diventa addirittura un atto culturale: riportare il cibo alla sua funzione primaria, nutrire e unire.
È da questa idea, semplice e radicale insieme, che prende forma il ritorno di Giorgio Barchiesi nella nostra regione.
Ma no, non chiamatelo chef. Lui è cuoco, oste, anti-chef per vocazione e per coerenza.

Il 3 marzo Giorgione torna ai fornelli all’Exé Restaurant dell’Executive Spa Hotel, a Fiorano Modenese, per una cena che va ben oltre il concetto di evento gastronomico. Accanto a lui lo chef Paolo Balboni, per un menu dichiaratamente “imperfetto”, fatto di quelle che Giorgione ama chiamare “laide delizie”: piatti sinceri, abbondanti, identitari.

Il successo di Giorgione nasce da una presa di posizione chiara: rifiutare la cucina come spettacolo autoreferenziale e riportarla alla sua dimensione domestica e conviviale. La sua filosofia “orto e cucina” è fondata su prodotti locali, stagionalità, pasta fatta in casa e uso generoso dell’olio. Nessuna scorciatoia, nessuna moda: solo tempo, materia prima e rispetto.
In questo senso Giorgione è un vero istigatore culinario. Invita a sporcarsi le mani, a cucinare senza paura, a vivere la cucina come gesto quotidiano e condiviso. Un approccio che lo ha reso anche un fenomeno televisivo e social, capace di unire grande cultura gastronomica a un linguaggio diretto, popolare, mai costruito, come dimostra il suo percorso su Gambero Rosso Channel.
La serata del 3 marzo segue fedelmente questa visione. Si parte con un antipasto che mette subito le cose in chiaro: tagliere di salumi e formaggi, gnocco fritto e tigelle, con l’innesto romano della trippa, a testimoniare come le tradizioni, quando sono vere, dialogano senza sforzo.
I primi piatti sono un esercizio di memoria e sostanza: stringozzi alla norcina e garganelli al ragù d’anatra con burro all’arancia e tartufo nero. Piatti che parlano di manualità, di tempo, di quella cucina che non ha bisogno di essere spiegata perché si fa ricordare.
Il secondo è un omaggio netto all’Emilia più autentica: coppa di maiale alla cipolla rossa e aceto balsamico, con patate alla tirolese. Un piatto che profuma di domeniche in famiglia e di osterie vere, quelle senza insegna luminosa ma con una storia lunga.
Il dolce chiude in modo coerente e rassicurante: cheesecake ai frutti di bosco, perché – come recita il menu – un angolino libero si trova sempre.
La cena ha un costo di 85 euro a persona, bevande escluse. Il consiglio finale è parte integrante dell’esperienza: uscire con passo lento e senza sensi di colpa. Perché quando Giorgione torna ai fornelli, si torna a casa felici, sazi e con una certezza in più: la cucina, quella vera, non ha bisogno di etichette altisonanti. Basta chiamarla per quello che è.
Maggiori info: Via Circondariale San Francesco 2, Fiorano Modenese (Mo), tel: 327.3034870 oppure mail.